Chiesa S. Apostoli

La chiesa dei Santi Apostoli di Cristo, comunemente chiamata “dei Santi Apostoli”, è un edificio religioso della città di Venezia situato nel sestiere di Cannaregio.

L’interno è costituito da una navata a doppio ordine di pilastri. Subito sulla destra l’altare con la pala Cristo fra gli Apostoli di Sebastiano Santi, 1828 circa, segue la quattrocentesca cappella Corner, con marmi e decorazioni molto pregiati ospitano le salme e i monumenti funebri, di Marco e Giorgio Corner, rispettivamente padre e fratello di Caterina Corner. Bellissimo l’altare con la Comunione di santa Lucia di Giambattista Tiepolo, circa del 1748.
Sul lato sinistro pale di Gaspare Diziani e di Domenico Maggiotto. Tra di esse il pulpito e il fonte battesimale. Sul comparto centrale del soffitto le opere di Fabio Canal, Comunione degli Apostoli ed Esaltazione dell’eucaristia, XVIII secolo. Il campanile è del 1672 ma venne finito da Andrea Tirali nel XVIII secolo, che progettò la cella campanaria e la cuspide.

Interno-Chiesa-S-Apostoli

Il secondo altare del lato destro ospita la pala La nascita della Vergine, del 1599, di Giovanni Contarini. L’altare maggiore con il tabernacolo a forma di tempietto circolare è stato progettato da Francesco Lazzari. Ai lati del presbiterio si ergono le statue di san Pietro e di san Paolo, realizzate da un ignoto secondo la maniera di Alessandro Vittoria. Sulle due pareti laterali l’Ultima cena di Cesare da Conegliano (1583) e la Caduta della manna, attribuita a Paolo Veronese e terminata dopo la morte dai suoi eredi. Nelle due cappelle laterali si sono salvati, anche se in condizioni non ottimali, gli affreschi trecenteschi. Sulla parete a destra della cappella maggiore è conservato il bassorilievo marmoreo di san Sebastiano di Tullio Lombardo.

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Orologio della chiesa di Santi Apostoli

Ci sono 5 orologi col quadrante suddiviso in 24 parti a Venezia. Il campanile della Chiesa dei Santi Apostoli, costruito nel 1672, ne possiede uno solo e ha un quadrante suddiviso in 2 sezione da 12 ore con i numeri arabi (in cui l’1 assomiglia stranamente a una J). I due 12 sono posti rispettivamente in alto e in basso e l’unica lancetta che segna le ore è rappresentata dal raggio più lungo di un sole stilizzato.

Si racconta che nel 1673 un vecchio prete si salvo da morte certa, in quanto cadendo dalla cella campanaria, la sua tonaca si impiglio nei meccanismi dell’orologio e rimase a penzoloni finché arrivarono i soccorsi.

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